L'illusione democratica
Per secoli l’umanità ha cercato la forma perfetta di governo. Monarchie, imperi, repubbliche, oligarchie: tutte, prima o poi, sono crollate. La causa principale non è mai stata solo il malgoverno, ma qualcosa di più profondo: un’inquietudine innata nell’essere umano, un impulso al cambiamento che, ciclicamente, si manifesta come rivoluzione. Anche in tempi di relativo benessere, le masse sembrano, prima o poi, desiderare il sovvertimento dell’ordine esistente, più per noia che per necessità.
A un certo punto della storia recente, però, si è trovato un modo per neutralizzare questa tendenza. Come impedire che il popolo si rivolti? Semplice: offrendogli l’illusione di farlo. La democrazia moderna ha reso possibile questo meccanismo geniale: ogni quattro o cinque anni, si vota. Un giorno trionfa la destra, e sembra che tutto possa cambiare. Poi il ciclo si inverte, e torna la sinistra. Destra, sinistra, centro, populisti, tecnici: ogni tornata elettorale è una piccola rivoluzione simbolica che permette agli individui di sentirsi parte di un cambiamento, senza mai toccare i veri centri del potere.
Nel frattempo, mentre le persone si appassionano ai dibattiti politici, ai talk show, ai programmi elettorali, un’altra struttura, silenziosa e permanente, continua a operare indisturbata: il vero governo. Burocrazie, apparati tecnici, organismi sovranazionali, mercati finanziari, intelligence. Non hanno bisogno di voti, perché esistono a prescindere dal consenso. Questo è ciò che alcuni chiamano "deep state", ma che si potrebbe anche chiamare semplicemente stabilità di sistema.
Ed è proprio grazie a questa stabilità che le democrazie moderne funzionano meglio di qualsiasi regime del passato. Non ci sono guerre civili ogni vent’anni, non crollano le istituzioni a ogni cambio di potere. Il gioco dell’alternanza politica mantiene il popolo impegnato, lo illude di decidere, ma al tempo stesso garantisce che nessuno possa mai davvero toccare il cuore operativo del sistema.
In fondo, si tratta di un equilibrio sottile ma efficace. Se l’illusione evita il caos, allora ben venga l’illusione. La libertà di scelta è reale, ma incanalata. La rivoluzione è simbolica, ma sufficiente. E la macchina dello Stato può continuare a funzionare, protetta da una struttura che non cambia mai davvero.
Gian-Carlo Evangelisti

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